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CAVALLO MAGAZINE

Articolo su Cavallo Magazine del Giugno 2005



IN VERSILlA, CECILIA BUONOCORE ALLEVA CAVALLI PURA RAZZA SPAGNOLA NEL RISPETTO DELLE TRADIZIONI E SOGNANDO LE OLIMPIADI. EDIL, LO STALLONE DI PUNTA, HA GIÀ OTTIMI RISULATI NEL DRESSAGE


testo e foto di Paolo Biroldi

Facile innamorarsi della Spagna, e soprattutto dei suoi spettacolari cavalli, se capita di fare visita all'Allevamento Due Lune di Pietrasanta, a un passo da Forte dei Marmi. Candide criniere che sfiorano il suolo, carattere, dolcissima potenza, andature volanti, bellezza scultorea e tenerezza di puledri. Qui nulla è lasciato al caso, confortevoli e attrezzate le scuderie, ricchi i pascoli, trionfo di passione e di capacità allevatoriale - indispensabile pizzico di fortuna compreso - frutto dell'amore per i cavalli di Dona Cecilia Buonocore. Un amore che parte da lontano, una struggente meravigliosa malia che si tramanda per linee femminili.

ANTICA EREDITÀ IRLANDESE
"Tutto nasce da una vecchia foto che raffigura mia nonna con uno splendido abito, tipo quelli che indossava l'imperatrice d'Austria Sissi - spiega -. L'immagine la ritrae con un frustino in mano, pronta per montare in sella da amazzone. Ho sempre visto quella foto, fin da piccolissima, all'inizio senza neppure comprenderne appieno il significato. Poi, con il trascorrere degli anni, ho appreso che tutte le donne della mia famiglia per linea materna, a partire da una trisavola irlandese, sono state, in qualche modo, strettamente legate al mondo dei cavalli. E una sorta di impalpabile eredità genetica". "Così, spinta da questa pulsione arcaica - prosegue - a cinque anni già montavo i pony e a nove frequentavo il Centro ippico Lombardo, a Milano, allora gestito dal colonnello Falagiani e presso il quale allora insegnavano, giovani istruttori di belle speranze, Vittorio Orlandi e Peppino Moretti. Da allora anche il C.I.L. è cambiato: a quei tempi c'erano poco più che un paio di cascine ma, data la vicinanza con l'ippodromo e le piste di allenamento, si respirava veramente "aria di cavalli". Così, come tutte le ragazzine, montavo nei fine settimana fino a un periodo di interruzione dovuto al fatto che mia madre voleva che diventassi ballerina e mi aveva iscritto ai corsi della Scala. Ma non mi diedi per vinta e finalmente, poco più che adolescente, riuscii a farmi regalare un cavallo, un Maremmano gigantesco di nome Martino, che fu alloggiato presso la casa di famiglia in Versilia, proprio dove siamo oggi".

IL BUONO D'ACQUISTO
"Con Martino iniziò un costante pendolarismo tra Milano, dove passavo la settimana di studio, e la Toscana, meta di tutti weekend, con qualsiasi tempo, d'estate e d'inverno - continua Cecilia -. Gli anni poi sono trascorsi veloci, il matrimonio e la nascita dei miei tre figli e l'impegno che ne deriva. Ma la passione covava sotto la cenere e con un colpo di testa acquistai finalmente un cavallo spagnolo, la materializzazione dei miei sogni. Da bimba andavo a dormire non già con il classico orsacchiotto di peluche ma con un libro di razze equine, che avevo sottolineato tutto e imparato praticamente a memoria. Conoscevo caratteristiche, mantelli e origini, vizi e virtù, pregi e difetti di tutti i cavalli del mondo. Con il passare degli anni mutavano i miei gusti e così, dall'iniziale passione per il Cob, sono passata dal Persano al Lipizzano e poi infine all' Andaluso, amalgama perfetto di carattere, attitudine e fisicità. Inoltre, la penisola iberica mi ha sempre affascinato e anche quando ballavo le mie arie preferite erano quelle spagnoleggianti, come la Carmen. Per questo motivo, appena possibile ho acquistato un Pura Razza Spagnola. Questo cavallo morì purtroppo di colica, una vera tragedia. Ero disperata. Talmente disperata che mio marito, per il giorno del compleanno, mi regalò un buono acquisto per un altro cavallo. Andai allora da Ventura e lì vidi Delfin, il grigio con la criniera fino a terra. Con questo spettacolare stallone addestrato a sella spagnola fu amore a prima vista. Iniziai a montarlo in piano, avendo sempre avuto passione per l'addestramento e il dressage, senza desiderare null'altro. Ero di nuovo felice".

ECCO EDIL, IL CARISMATICO
"Qualche tempo dopo - racconta ancora l'allevatrice - mi chiamò Ventura per propormi Edil, uno stallone di grande genealogia, nipote di Leviton (molti dei soggetti oggi sotto la sella di Ignacio Rambla, cavaliere spagnolo olimpico di dressage e jinete della Real Escuela Andaluza del Arte Equestre di Jerez de la Frontiera, portano questa linea di sangue, ndr) proveniente dall' allevamento di don Pedro de Cardenas. Il cavallo era speciale ma al momento non ero interessata. Di lì a poco, però, mi capitò un viaggio in Spagna e andai a visitare l'allevamento di Ecija, vicino Siviglia. Ne rimasi talmente affascinata che, non appena tornata in Italia, acquistai Edil. Bello e carismatico, un autentico leader. Involontariamente avevo fatto il salto di qualità e dato il via all'allevamento e da semplice appassionata mi ero trasformata di colpo in una ricercatrice di forme d'arte equestre. Mi sono sentita come se avessi trovato un Van Gogh in un mercatino di brocantage. Edil, che oggi ha 12 anni, era un cavallo da rimettere un po' in sesto, di forte carattere ma di straordinaria qualità. Inoltre, i tempi erano maturi per l'ingresso ad alto livello dei cavalli spagnoli nel dressage, disciplina che apprezzo più delle altre perché la sento meno coercitiva nei confronti dell'animale. Il rispetto, per me, è imprescindibile da qualsiasi forma di addestramento. Cercai un istruttore che mettesse in lavoro Edil ed ebbi la fortuna di incontare Alessandro Benedetti, cavaliere di dressage, che di buon grado accettò la sfida di dedicarsi ai Pura Razza Spagnola. I risultati, a livello agonistico, vennero subito con i successi al Master dedicato al cavallo iberico".

LA RICERCA DELLE FATTRICI
"A quel punto non mancavano che le fattrici - prosegue - e mi dedicai alla ricerca di soggetti che evidenziassero andature e linee classiche. Arrivarono così due cartujane e Farola XIV, una femmina di otto anni dalla Yeguada Militar, più alta rispetto alle compagne e con movimenti migliori. Quest'ultima arrivò praticamente sdoma e molto traumatizzata, tanto che passai invano mesi nel suo box tentandola con leccornie varie. Per parecchio tempo non si fece neppure avvicinare, poi guadagnai la sua fiducia e quest' anno, solo io sono potuta entrare a fare le vaccinazioni al suo neonato. Il primo parto in allevamento fu un affare di stato. Ho vissuto le ultime settimane della gravidanza della fattrice con l'apprensione di una madre di tre figli. La curavo, la vegliavo... E naturalmente partorì una notte in cui, stremati dall'attesa, eravamo andati a dormire. Il nome l'ha scelto mio marito: Alivio, cioè sollievo. Oggi ha un anno e promette molto bene. Tutti i nostri cavalli sono seguiti da un nutrizionista, un fisioterapista e le fattrici da una ginecologa. Lo scorso anno, con monta naturale, ho coperto le fattrici con Edil ma quest'anno proverò anche Delfin".

SOGNI A CINQUE CERCHI
All' anagrafe, l'allevamento versiliano è giovanissimo ma quello che affascina è la qualità dei riproduttori e la determinazione della proprietaria. E con tanto impegno profuso, non c'è da stupirsi se le ambizioni siano altrettanto elevate. Per ora i prodotti sono pochi ma sufficienti a capire che qui non si ha voglia di scherzare. "Il sogno? - dice Cecilia Buonocore Quello di vedere un mio cavallo con il marchio delle Due Lune alle Olimpiadi, magari con Rambla, naturalmente. E il coronamento dell'impegno professionale di qualsiasi allevatore. Già mi immagino il piccolo Burladero delle Due Lune, l'ultimo nato... Credo in questo nucleo di cavalli, arricchito anche dall'ingresso di uno stalloncino cartujano proveniente dall' allevamento di Valdeolivas e vorrei davvero vedere i risultati di tanti sacrifici". "In attesa di Londra 2012, perché Pechino mi sembra un po' troppo vicina - conclude sorridendo - vorrei che, in Spagna, il mio marchio fosse conosciuto e apprezzato. Ecco, entrare al Sicab di Siviglia (la più importante fiera dedicata al cavallo di Pura Razza Spagnola, ndr) e sentir dire dalla gente "quello è un cavallo delle Due Lune". Questo sì che sarebbe un tuffo al cuore". Nemo profeta in patria, si dice a malincuore. Chissà dunque che non sia presto proprio la penisola iberica, culla d'origine di questi affascinanti cavalli, a consacrare la passione di Dona Cecilia.

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